lunedì 30 settembre 2013

VIGILE E VINCOLI

"Il vigile c'è, ma non si vede: che fine ha fatto?"
Questa domanda è più che giustificata e dare una risposta è importante, quanto difficile: spero di riuscirci in poche righe, perchè è complicato.
Il nostro Comune, dal 2010 ad oggi ha visto 2 dipendenti andare via con mobilità (uff.anagrafe e assist.somiciliare) e altri 2 dipendenti andare in pensione (veccho messo-vigile e uff.tributi). 
Solo il veccho vigile è stato sostituito con l'attuale vigile: siamo passati da 12 a 9 dipendenti.
Le altre 3 figure non sono state sostituite, ritenendo che i rimanenti dipendenti potessero farsi carico del relativo lavoro.
Questo è stato possibile con la collaborazione di buona parte di loro, anche se gli incentivi erano e sono tutt'ora piuttosto ridotti per imposizione della spending review (i risparmi senza criteri imposti dal Governo).
Dopo il pensionamento dell'ultimo dipendente (uff.tributi), per il comune è scattato l'obbligo di rimpiazzarlo entro il 2013, oltre non si può più sostituitre.
Questo vorrebbe dire che da 9 dipendenti arriveremmo a 8, che attualmente riteniamo insufficienti.
Siccome l'Amministrazione ha già fatto consistenti risparmi e razionalizzazioni, non è accettabile subire ulteriori riduzioni di organico, solo per vincoli temporali dettati dal Governo.
Siccome la figura del vigile ha però una deroga, rispetto a questi vincoli temporali, tramite "mobilità interna", l'attuale vigile ha ricoperto anche il ruolo del dipendente andato in pensione.
In questo modo abbiamo evitato tagli alla pianta organica da parte dello Stato.
Ovviamente, mentre si perfeziona l'arrivo di un nuovo vigile, l'attuale vigile deve coprire le attività dei due uffici e pertanto la sua attività all'esterno ne sta risentendo.
E' una situazione temporanea che entro fine anno finirà, sia per l'arrivo del nuovo vigile, sia per il probabile avvio della polizia locale dell'Unione del Conselvano: fino ad allora, sfrutteremo la convenzione con la Polizia Locale della Saccisica.


venerdì 27 settembre 2013

AL VIA IL CANTIERE PER I MARCIAPIEDI DI VIA BORGO.

Inizieranno a breve i lavori per la sistemazione dei marciapiedi di Via Borgo, che necessitano di un intervento sostanziale.
Il cantiere comincerà necessariamente dopo la Sagra Parrocchiale di S. Michele, dato che durante le chiusure di Via Roma, su Via Borgo si attua la deviazione del traffico ordinario, incompatibile con un cantiere stadale.
Ringraziamo i residenti per la paziente collaborazione che vorranno fornire durante gli inevitabili disagi del cantiere, che consentirà finalmente di sistemare i marciapiedi.
Un piccola parte dei lavori riguarda anche il completamento dell'asfaltatura di due tratti di Via Fossaragna, parzialmente asfaltata con i risparmi delle asfaltature 2011/2012 [*].
L'importo complessivo dei lavori è di € 130'000, di cui € 100'000 (pari all'80%) coperto da contributo regionale, già ottenuto.

Il Sindaco


[*]  CRONOLOGIA "ASFALTATURE"
1° cantiere asfaltature (2010): 100'000 € a completamento intervento 200'000 € della precedente Amministrazione, contributo Regione 60%.
2° cantiere asfaltature (2011/2012): importo € 250'000, con contributo 80% dalla Regione. In quell'occasione si è intervenuto estesamente su vie e tratti problematici (Settembre 2011, LINK) e poi, con i risparmi avuti (40'000 €), si sono fatti ulteriori interventi (piazza, porzione di Via Fossaragna, LINK) nell'estate 2012 .









sabato 10 agosto 2013

INIZIANO I LAVORI ALL'ECOCENTRO: progressiva chiusura estiva

CHIUSURA TEMPORANEA PER LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DELL’ECOCENTRO

Come riportato negli avvisi del 20 Luglio, sono iniziati i lavori di adeguamento e riqualificazione dell’Isola Ecologica-Ecocentro di via Fossaragna con la conseguente chiusura al pubblico dell’area interessata per circa 3 mesi (Settembre-Novembre). In particolare si avvisa la Cittadinanza che:

1. dal 29 Luglio al 26 Agosto sarà ancora possibile conferire all’Ecocentro solamente:
· carta
· ingombranti
· imballaggi di plastica

2. dal 26 Agosto non sarà più possibile alcun tipo di conferimento e l’area sarà ufficialmente CHIUSA per cantiere fino al termine dei lavori (presumibilmente Novembre p.v.).

3. Durante il periodo di chiusura é comunque sempre attivo il NUMERO VERDE 800.238.389 e per il servizio ritiro a domicilio di ingombranti non verranno addebitati all'utente i costi

L'intervento di 85'000 € è pressoché completamente finanziato da un contributo regionale di 60'000 € e da un contributo di 23'000 € del CVS che entrerà in possesso della porzione d'area attualmente ad accesso comune e che sarà sistemata per eliminarne la promiscuità.
Al termine dei lavori, l'area, già in parte sistemata per accogliere gli autobus che creavano problemi in Via Stradelle, vedrà riaprire l'ecocentro completamente sistemato e riqualificato per una maggiore fruibilità e una maggiore sicurezza.
Il momentaneo disagio è finalizzato al futuro miglioramento della struttura.
Ringraziamo i Cittadini per la paziente collaborazione.

venerdì 9 agosto 2013

EMERGENZA ACQUEDOTTO DEL 9-10Agosto 2013

La linea principale dell'acquesdotto presenta una rottura importante presso Angullara V.ta.
Buona parte del conselvano è senz'azqua.
La riparazione dovrebbe terminare verso le prime ore di questa notte.

Il Sindaco

mercoledì 24 luglio 2013

SINDACI SOLI / (NON TUTTI, MA QUANTI..)

Ieri, "la Sindaca" di Cardano al Campo LAURA PRATI è morta: uccisa.
Esprimo la nostra più sentita vicinanza alla sua famiglia ed ai suoi concittadini.
Personalmente, mi sento particolarmente coinvolto in questo episodio.
La notizia del suo ferimento, prima, e della sua morte, poi, ha definito i contorni di alcune riflessioni personali, che vorrei condividere.
I Sindaci sono in prima linea e provano a gestire situazioni difficilissime, su ogni fronte.
Si pensi allo Stato, che complica procedure, taglia risorse, pretende rigore fino all'eccesso, senza mai dare l'esempio e riservare a se stesso, prima che agli altri, questi sacrifici. Basterebbe applicare a tutte le amministrazioni pubbliche le stesse regole imposte ai Comuni che si avrebbe già una rivoluzione, senza inventarsi niente di nuovo (trasparenza, decadimento dopo assenze ingiustificate, massimo due mandati, incompatibilità, controllo a gomito sui dipendenti..). Chi di dovere, lo ignora, sapendolo: risibile appare in questo senso la proposta di una Commissione Parlamentare sulle intimidazione verso gli amministratori locali (link articolo): basterebbe che annullassero gli ultimi 3 anni di provvedimenti parlamentari che e la rabbia di cittadini ed amministratori locali potrebbe svanire d'incanto.
Si pensi infatti all'esposizione che ne consegue verso i cittadini, che vedono nell'Amministrazione Comunale (in particolar modo, nel Sindaco che la guida) il gabelliere o l'appendice di uno Stato vessatore e che non  sentono vicino, anzi (si pensi ai recenti fatti di Legnaro).
Il risultato è che il Sindaco e la sua Amministrazione, sono soli o quasi
E' un paradosso: persone elette e investite di un ruolo sancito costituzionalmente che non riescono a godere della fiducia ricevuta e del rispetto dovuto.
Ecco cosa uccide, prima, sul piano istituzionale e, poi, sul piano umano le persone come questo Sindaco: la dilagante inciviltà e la mancanza di rispetto, figlie anche di istituzioni poco serie, e che infine sfociano nel livore verbale e, nei casi più sciagurati, nell'aggressività materiale.
Basta vedere cosa era successo, proprio alla Sindaca Prati appena dopo la condanna in  primo grado di alcuni "suoi" dipendenti per truffa e peculato, solo qualche mese fa. L'Amministrazione aveva posizionato una videocamera sul parcheggio del municipio aperto al pubblico transito, a causa di un aggressione: infuriarono le polemiche con alcuni sindacati e dipendenti comunali, per il paventato pericolo che fossero spiati sul posto di lavoro. La Sindaca ha dovuto ulteriormente difendere le scelte fatte (articolo 22-11-2012), nonostante i chiarimenti già dati alle RSU in sede ufficiale. Quindi, dopo aver dovuto affrontare l'assenteismo di alcuni dipendenti, si è poi dovuta difendere dagli attacchi di altri colleghi su una questione francamente pretestuosa. Oppure, si legga quando la Prati era Assessore, nel 2009, con che livelli di polemica ha dovuto confrontarsi per chiarire l'operato dell'Amministrazione e replicare al castello di diffamazione, disinformazione, accuse personali (articolo 24-09-2009) per un ampliamento della scuola materna.
Riporto tutto questo per dire cosa? Per dire che la Sindaca, che ora tutti piangono, dallo Stato, ai cittadini, ai dipendenti, prima che le sparassero, era già da tempo sola con i suoi amministratori, ignorata dalle istituzioni (non tutte, ma quante..), insultata da cittadini e talvolta loro rappresentanti (non tutti, ma quanti..) e osteggiata dai dipendenti comunali (non tutti, ma quanti..).
Ritengo che davanti a questo evento, sia doveroso riflettere non tanto sul gesto estremo, ma sul contesto in cui esso matura ed infine si scatena, contesto così simile a tante nostre realtà.
Sindaci ed amministratori locali possono essere criticati, possibilmente con contro-proposte, ma non possono essere ridotti a bersagli o sputacchiere.
Laura Prati, la vittima di oggi, per mesi, anni, è stata dipinta come il carnefice, con i toni che oramai imperversano sui quotidiani, sui social network, nelle strade, al bar.. 
Lo avevo scritto qui, giusto qualche mese fa (link al post), riferendomi ad alcuni particolari eventi verificatesi nel nostro Comune dopo una decisa presa di posizione della nostra Amministrazione sul fronte dei dipendenti. Sono stati mesi di falsità e mortificazione, ma il tempo (solo quello, purtroppo) ha reso giustizia a quella nostra battaglia ed i Cittadini hanno infine compreso (non tutti, ma quanti..).
Ora, affinchè questa tragica notizia non sia vissuta come semplice cronaca, invito chi mi ha cortesemente seguito in questi passaggi a riflettere sulle analogie che questo triste scorcio di vita locale ha con tanti episodi che riguardano le nostre comunità, sfiancate da contrapposizioni e polemiche infinite, cariche di immotivato e spropositato livore.
La morte della Sindaca Laura Prati è la peggiore combinazione di queste abberrazioni, contro le quali ognuno di noi deve opporsi: in questa lotta contano soprattutto  i "modi" con cui la si conduce.
La memoria ed il buon senso, non molto altro, basterebbero a trovare strade e convivenze diverse perché, alla fine, il "tutti-contro-tutti" sta unendo al declino economico la miseria umana.
Per concludere, vorrei che il vuoto lasciato da questo Sindaco nelle vite dei propri cittadini, fosse di monito a chi continua a svilirne il ruolo con il proprio operato, che sia quello di pessimo amministratore, di pessimo legislatore, di pessimo dipendente, di calunniatore o latore di minacce.
Certamente, sento che sarà di sprono per tutti coloro chi continuano ad impegnarsi con capacità ed onestà per il buon amministrare, per il bene comune, finchè gli sarà dato di farlo.
Se posso permettermi, infine: Buon Viaggio, cara Sindaca.

un Sindaco


mercoledì 3 luglio 2013

TEATRO IN CORTE 2013 - "SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE"

Anche quest'anno, la rassegna teatrale "TEATRO IN CORTE" (programma PDF) arriva a Candiana, portando nuovamente uno spettacolo teatrale di livello, come il programma coordinato dalla ACCADEMIA DEL TEATRO IN LINGUA VENETA ci ha oramai ben abituato.
La compagnia teatrale è la stessa che l'anno scorso, con " L'AVARO IN BLUES" ci ha deliziato, grazie anche alla cornice di VILLA GARZONI del SANSOVINO che, grazie alla consueta disponibilità della famiglia CARRARETTO, continua a fare da quinta alle principali manifestazioni promosse dall'Amministrazione Comunale.
Ringraziamo l'Assessore Provinciale Leandro Comacchio che in questi anni ha saputo fare di questa rassegna un riferimento culturale per il nostro territorio.




CANDIANA - PONTECASALE  (Padova)
Villa Garzoni Carraretto
Venerdì 5 luglio 2013 ore 21.00
ingresso unico 5€ (gratuito per ragazzi fino a 14 anni)

La Piccionaia – I Carrara / Teatro Stabile di Innovazione

 “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE”  
di William Shakespeare

 

con Marco Artusi,  Eva Rossella Biolo, Pierangelo Bordignon,
Francesca Botti, Matteo Cremon,  Gianluigi (Igi) Meggiorin, Beatrice Niero

 Regia di Ketti Grunchi e Carlo Presotto


In caso di pioggia nella barchessa della Villa

Un gruppo di sette artisti eccentrici, ognuno con il suo particolare sapere scenico, intraprende un viaggio nella magia di una tra le grandi macchine teatrali shakespeariane, “Sogno di una notte di mezza estate”.

I preparativi per le nozze di Teseo ed Ippolita sono turbati dai contrasti tra i quattro innamorati Lisandro, Ermia, Demetrio ed Elena, le cui inclinazioni non corrispondono ai matrimoni cui sono destinati.
Nel frattempo una improbabile compagnia di dilettanti sta preparando una commedia da presentare come omaggio alle nozze dei nobili Teseo ed Ippolita.
I contrasti tra gli amanti e la ricerca di tranquillità per le prove degli attori portano tutti i protagonisti a darsi appuntamento nel bosco al limite della città.
Ma si tratta di un bosco incantato dove i contrasti tra il re degli elfi e la regina delle fate provocano un turbine di apparizioni e sorprese in una notte in cui nessuno riconosce più se stesso.
Tra comici equivoci e magiche sorprese la notte trascorre come un sogno, al termine del quale sarà difficile distinguere le visioni dalla realtà.
Un grande racconto fantastico sulla realtà e l'illusione, in cui la leggerezza del gioco apre inaspettati squarci di verità attraverso i quali gli spettatori possono riflettersi nei personaggi.

Lo spettacolo rappresenta un’ assoluta novità all'interno del progetto artistico de La Piccionaia.
L'esperienza di lavoro con i giovani attori di Ketti Grunchi e quella di Carlo Presotto si incontrano con un gruppo di artisti assolutamente inedito, per aprire una nuova fase nella storia di teatro popolare d'arte della compagnia.
Artisti di strada, clowns, musicisti, danzatori e narratori, abituati a tenere il palcoscenico nelle situazioni più disparate, si ritrovano a costruire un mosaico di stili diversi, un vero e proprio varietà teatrale di cui lo spettatore, adulto o bambino, esperto o neofita, diventa l'ospite privilegiato.

venerdì 28 giugno 2013

SERATA PER LA LEGALITA', UN BEL RICORDO

Una settimana fa si é tenuta la serata UN CALCIO ALL'ILLEGALITA', organizzata dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con la FONDAZIONE ANTONINO CAPONNETTO che, insieme all'Ass.re VALENTINA GREGGIO, sta programmando delle attività nelle nostre scuole.
E' stata una di quelle occasioni in cui, ritengo, che la nostra Comunità abbia condiviso un momento di forte partecipazione ed informazione, uscendone cresciuta e un po' più consapevole su un tema così impegnativo quanto sfuggente.
Ringrazio pertanto in maniera speciale la referente regionale della Fondazione FELICETTA SERPICO per l'impegno profuso nella riuscita della serata: senza di lei sarebbe mancato l'indispensabile coordinamento di rete che invece ha consentito la presenza di così tanti ospiti e contributi di spessore.
E' per questo che ritengo doveroso fissare e trasmettere almeno una piccola parte dei contributi di storie, notizie ed emozioni che abbiamo ricevuto con tanta passione e generosità dai nostri ospiti.
E' stata una serata intensa, pensata per scuoterci e per acquisire un po' più di consapevolezza.
Abbiamo sentito testimonianze di persone che, ogni giorno, si interessano di mafia e la combattono, su vari fronti, perché la mafia si insinua e si manifesta in tanti modi.
Abbiamo riscostruito e collegato alcuni degli eventi che in quegli anni ('80-'90) hanno cambiato la storia della nostra nazione.
Dico "cambiato" perché, proprio quando il MAXI PROCESSO alla mafia, spiegatoci con sintetica efficacia da DIEGO BILOTTA (responsabile scuola della FONDAZIONE ANTONINO CAPONNETTO), diede la rotta per la prima vera lotta alla mafia, si susseguirono tragici eventi e scelte politiche che ne deviarono e stroncarono lo slancio.
E' bastato infatti ricordare la "non nomina" di GIOVANNI FALCONE alla guida del POOL, creato e condotto dal Giudice ANTONINO CAPONNETTO (che lo lasciò, proprio pensando che Falcone avrebbe continuato il suo lavoro dopo il maxi processo), seguita dall'isolamento in cui Falcone stesso fu lentamente lasciato, fino al momento
del successivo attentato in cui perse la vita insieme alla moglie e ad alcuni agenti della scorta,
Tra i sopravvissuti alla strage di Capaci era presente alla serata ANGELO CORBO, agente della scorta di Falcone, la cui commovente testimonianza ci ha fatto capire cosa significasse a quel tempo proteggere chi, per la prima volta, stava riuscendo a combattere il sistema mafioso. Angelo ci ha anche fatto capire come la mafia lo abbia quasi ucciso tre volte, come agente di polizia che ha visto il proprio protetto ed i colleghi soccombere, come vittima e come cittadino che vede quei sacrifici calpestati e dimenticati dall'inerzia e dall'incapacità degli anni a seguire. Ci ha commosso il suo raccontarci quel senso di colpa che per tanti anni lo ha tenuto lontano da momenti pubblici e, anche se noi presenti non siamo riusciti a farglielo sentire fisicamente, un grande abbraccio collettivo gli si é stretto intorno perché tutti abbiamo pensato: "noi ci ricordiamo e ti ringraziamo, Angelo!".
 Ora, per fortuna, Angelo Corbo ha trovato lo stimolo adeguato e fa parte delle persone che girano l'Italia provando a raccontare la lotta alla mafia, magari nelle sue estreme conseguenze, con la speranza di scuoterci dal torpore in cui rishciamo ogni giorno di sprofondare.

Ci siamo ricordati anche dei tanti colleghi di Angelo Corbo caduti in servizio, che il coro del Tribunale di Padova THE JUSTICE CHORUS ha voluto impersonare con dei monologhi curati da MARIA PIA CIANI, insegnante e preziosa conduttrice della serata, per poi associarli ad alcune parentesi di fiducia e di speranza, come solo la musica sa fare.
Sì, perché una lotta così dura, pur avendo dei momenti terribili, deve nustrirsi di speranza e di conoscenza, come ha testimoniato anche il magistrato Dott.ssa DOMANICA GAMBARDELLA, già collaboratrice di Falcone e oggi in forza al Tribunale di Padova.
Abbiamo capito come anche un ambiente sportivo come il calcio, pure a livelli dilettantistici, può diventare, oltre al consueto sistema di riciclaggio tramite le scommesse pilotate, anche un subdolo strumento di controllo sulle famiglie degli aspiranti giovani calciatori, cui la mafia guarda con attenzione nel suo continuo proporsi come "soluzione" ai problemi socio-economici. Nel presentare il suo libro CALCIO CRIMINALE, in collegamento telefonico, il giornalista e coordinatore di AVVISO PUBBLICO PIERPAOLO ROMANI ci ha ben spiegato questa logica subdola. La mafia cerca modi per controllare le persone e le aziende: l'aspetto economico é secondario per il mafioso, ne é una logica conseguenza, ma non é il suo primario obbiettivo.
Prima di tutto, per la mafia, viene il controllo del territorio. Ed ecco perché la sua tendenza é quella di cercare nuovi territori, come aveva scoperto il Giudice PAOLO BORSELLINO in Germania, già nei primi anni '90, poco prima di essere ucciso con la sua scorta nella strage di Via d'Amelio.
La mafia propone false scorciatoie, che poi ineluttabilmente portano alla schiavitù, alla dipendenza economico-sociale o alla delunquenza. Per farlo, la mafia usa strumenti all'avanguardia, gestisce le immense quantità di denaro per riutilizzarle nell'aumentare il proprio controllo sul territorio, schiavizzandolo.
DARIO MEINI, nipote del giudice CAPONNETTO e attivista della omonima Fondazione, nonché giovane studente di giurisprudenza, ce l'ha spiegato bene. Ci ha trasmesso con tutto il suo entusiasmo il desiderio di affrancarsi dal male mafioso e di lottare per la propria libertà, quella libertà di cui lui si é sentito privato per tanti anni, da ragazzetto, quando la sua famiglia subiva i ritmi e le privazioni della vita sotto scorta. Una sensazione di non libertà, di fatalità imminente, che poi, con la conoscenza acquisita grazie al nonno giudice ed agli studi, ha utilizzato per convertire la frustrazione e la rabbia in voglia di combattere e desiderio di libertà, che é vita. Per questo il suo impegno è ora dedicato al trasmettere la sua conoscenza agli altri, in modo che la consapevolezza diventi strumento di libertà e di lotta. Un intervento veramente toccante.
Come del resto fa l'Associazione LIBERA, i cui rappresentanti della SEZIONE GIOVANI di Padova erano presenti per raccontarci i risvolti pratici della lotta alla mafia nel quotidiano del nostro territorio, affatto vergine dalla penetrazione mafiosa. Infatti, l'associazione di padova si appresta ad utilizzare la villa di Felice "Felicetto" Maniero a Campolongo Maggiore, confiscato in seguito alle indagini ed ai processi degli anni '90 alla mala del Brenta..
LIBERA Padova ci ha anche invitato a partecipare alla 1^ FESTA LIBERA VENETO di Vicenza, dal 25 al 30 Giugno. Azioni concrete contro la mafia: un finale fresco e positivo che abbiamo molto apprezzato.
Personalmente, mi ha colpito l'espressione di "presidio" usata dalla giovane presidentessa di LIBERA PADOVA: questi ragazzi non erano nemmeno nati quando Falcone e Borsellino furono uccisi, eppure si sentono in trincea, sentono di dover combattere una guerra.
Nella mia chiosa, anche se ho inizialmente affermato "dannato il tempo che passa e questa nostra memoria corta", ho voluto trasmettere a tutti gli ospiti la più profonda gratitudine per quanto è stato entusiasmante sentire e conoscere una rete immensa di persone che si muove, condivide informazioni (oltre che ricordi) e che ogni giorno si oppone alla mafia, con azioni concrete, facendosi sentire.
Il modo migliore per rappresentare la sensazione finale con cui siamo tornati a casa credo sia quello di riportare la commovente poesia che DARIO MEINI ha fatto leggere ad un ragazzo, a simboleggiare cosa significhi l'impegno civile in una battaglia come quella contro la mafia.
Grazie di cuore a tutti.



Conosco delle barche (di Jacques Brel)

Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po'
sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.






























Elezioni Comunali 25 Maggio 2014