La linea principale dell'acquesdotto presenta una rottura importante presso Angullara V.ta.
Buona parte del conselvano è senz'azqua.
La riparazione dovrebbe terminare verso le prime ore di questa notte.
Il Sindaco
venerdì 9 agosto 2013
mercoledì 24 luglio 2013
SINDACI SOLI / (NON TUTTI, MA QUANTI..)
Ieri, "la Sindaca" di Cardano al Campo LAURA PRATI è morta: uccisa.
Esprimo la nostra più sentita vicinanza alla sua famiglia ed ai suoi concittadini.
Personalmente, mi sento particolarmente coinvolto in questo episodio.
La notizia del suo ferimento, prima, e della sua morte, poi, ha definito i contorni di alcune riflessioni personali, che vorrei condividere.
I Sindaci sono in prima linea e provano a gestire situazioni difficilissime, su ogni fronte.
Personalmente, mi sento particolarmente coinvolto in questo episodio.
La notizia del suo ferimento, prima, e della sua morte, poi, ha definito i contorni di alcune riflessioni personali, che vorrei condividere.
I Sindaci sono in prima linea e provano a gestire situazioni difficilissime, su ogni fronte.
Si pensi allo Stato, che complica procedure, taglia risorse, pretende rigore fino all'eccesso, senza mai dare l'esempio e riservare a se stesso, prima che agli altri, questi sacrifici. Basterebbe applicare a tutte le amministrazioni pubbliche le stesse regole imposte ai Comuni che si avrebbe già una rivoluzione, senza inventarsi niente di nuovo (trasparenza, decadimento dopo assenze ingiustificate, massimo due mandati, incompatibilità, controllo a gomito sui dipendenti..). Chi di dovere, lo ignora, sapendolo: risibile appare in questo senso la proposta di una Commissione Parlamentare sulle intimidazione verso gli amministratori locali (link articolo): basterebbe che annullassero gli ultimi 3 anni di provvedimenti parlamentari che e la rabbia di cittadini ed amministratori locali potrebbe svanire d'incanto.
Si pensi infatti all'esposizione che ne consegue verso i cittadini, che vedono nell'Amministrazione Comunale (in particolar modo, nel Sindaco che la guida) il gabelliere o l'appendice di uno Stato vessatore e che non sentono vicino, anzi (si pensi ai recenti fatti di Legnaro).
Il risultato è che il Sindaco e la sua Amministrazione, sono soli o quasi
E' un paradosso: persone elette e investite di un ruolo sancito costituzionalmente che non riescono a godere della fiducia ricevuta e del rispetto dovuto.
E' un paradosso: persone elette e investite di un ruolo sancito costituzionalmente che non riescono a godere della fiducia ricevuta e del rispetto dovuto.
Ecco cosa uccide, prima, sul piano istituzionale e, poi, sul piano umano le persone come questo Sindaco: la dilagante inciviltà e la mancanza di rispetto, figlie anche di istituzioni poco serie, e che infine sfociano nel livore verbale e, nei casi più sciagurati, nell'aggressività materiale.
Basta vedere cosa era successo, proprio alla Sindaca Prati appena dopo la condanna in primo grado di alcuni "suoi" dipendenti per truffa e peculato, solo qualche mese fa. L'Amministrazione aveva posizionato una videocamera sul parcheggio del municipio aperto al pubblico transito, a causa di un aggressione: infuriarono le polemiche con alcuni sindacati e dipendenti comunali, per il paventato pericolo che fossero spiati sul posto di lavoro. La Sindaca ha dovuto ulteriormente difendere le scelte fatte (articolo 22-11-2012), nonostante i chiarimenti già dati alle RSU in sede ufficiale. Quindi, dopo aver dovuto affrontare l'assenteismo di alcuni dipendenti, si è poi dovuta difendere dagli attacchi di altri colleghi su una questione francamente pretestuosa. Oppure, si legga quando la Prati era Assessore, nel 2009, con che livelli di polemica ha dovuto confrontarsi per chiarire l'operato dell'Amministrazione e replicare al castello di diffamazione, disinformazione, accuse personali (articolo 24-09-2009) per un ampliamento della scuola materna.
Riporto tutto questo per dire cosa? Per dire che la Sindaca, che ora tutti piangono, dallo Stato, ai cittadini, ai dipendenti, prima che le sparassero, era già da tempo sola con i suoi amministratori, ignorata dalle istituzioni (non tutte, ma quante..), insultata da cittadini e talvolta loro rappresentanti (non tutti, ma quanti..) e osteggiata dai dipendenti comunali (non tutti, ma quanti..).
Ritengo che davanti a questo evento, sia doveroso riflettere non tanto sul gesto estremo, ma sul contesto in cui esso matura ed infine si scatena, contesto così simile a tante nostre realtà.
Sindaci ed amministratori locali possono essere criticati, possibilmente con contro-proposte, ma non possono essere ridotti a bersagli o sputacchiere.
Laura Prati, la vittima di oggi, per mesi, anni, è stata dipinta come il carnefice, con i toni che oramai imperversano sui quotidiani, sui social network, nelle strade, al bar..
Lo avevo scritto qui, giusto qualche mese fa (link al post), riferendomi ad alcuni particolari eventi verificatesi nel nostro Comune dopo una decisa presa di posizione della nostra Amministrazione sul fronte dei dipendenti. Sono stati mesi di falsità e mortificazione, ma il tempo (solo quello, purtroppo) ha reso giustizia a quella nostra battaglia ed i Cittadini hanno infine compreso (non tutti, ma quanti..).
Ora, affinchè questa tragica notizia non sia vissuta come semplice cronaca, invito chi mi ha cortesemente seguito in questi passaggi a riflettere sulle analogie che questo triste scorcio di vita locale ha con tanti episodi che riguardano le nostre comunità, sfiancate da contrapposizioni e polemiche infinite, cariche di immotivato e spropositato livore.
La morte della Sindaca Laura Prati è la peggiore combinazione di queste abberrazioni, contro le quali ognuno di noi deve opporsi: in questa lotta contano soprattutto i "modi" con cui la si conduce.
La memoria ed il buon senso, non molto altro, basterebbero a trovare strade e convivenze diverse perché, alla fine, il "tutti-contro-tutti" sta unendo al declino economico la miseria umana.
Per concludere, vorrei che il vuoto lasciato da questo Sindaco nelle vite dei propri cittadini, fosse di monito a chi continua a svilirne il ruolo con il proprio operato, che sia quello di pessimo amministratore, di pessimo legislatore, di pessimo dipendente, di calunniatore o latore di minacce.
Certamente, sento che sarà di sprono per tutti coloro chi continuano ad impegnarsi con capacità ed onestà per il buon amministrare, per il bene comune, finchè gli sarà dato di farlo.
Se posso permettermi, infine: Buon Viaggio, cara Sindaca.
mercoledì 3 luglio 2013
TEATRO IN CORTE 2013 - "SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE"
Anche quest'anno, la rassegna teatrale "TEATRO IN CORTE" (programma PDF) arriva a Candiana, portando nuovamente uno spettacolo teatrale di livello, come il programma coordinato dalla ACCADEMIA DEL TEATRO IN LINGUA VENETA ci ha oramai ben abituato.
La compagnia teatrale è la stessa che l'anno scorso, con " L'AVARO IN BLUES" ci ha deliziato, grazie anche alla cornice di VILLA GARZONI del SANSOVINO che, grazie alla consueta disponibilità della famiglia CARRARETTO, continua a fare da quinta alle principali manifestazioni promosse dall'Amministrazione Comunale.
Ringraziamo l'Assessore Provinciale Leandro Comacchio che in questi anni ha saputo fare di questa rassegna un riferimento culturale per il nostro territorio.
CANDIANA -
PONTECASALE (Padova)
Villa Garzoni
Carraretto
Venerdì
5 luglio 2013 ore 21.00
ingresso unico 5€ (gratuito per ragazzi fino a 14 anni)
ingresso unico 5€ (gratuito per ragazzi fino a 14 anni)
La Piccionaia – I Carrara / Teatro Stabile di Innovazione
“SOGNO
DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE”
di
William Shakespeare
con Marco
Artusi, Eva Rossella Biolo, Pierangelo
Bordignon,
Francesca
Botti, Matteo Cremon, Gianluigi (Igi) Meggiorin, Beatrice
Niero
Regia di Ketti Grunchi e Carlo Presotto
In
caso di pioggia nella barchessa della Villa
Un gruppo di sette artisti
eccentrici, ognuno con il suo particolare sapere scenico, intraprende un viaggio
nella magia di una tra le grandi macchine teatrali shakespeariane, “Sogno di una
notte di mezza estate”.
I preparativi per le nozze di
Teseo ed Ippolita sono turbati dai contrasti tra i quattro innamorati Lisandro,
Ermia, Demetrio ed Elena, le cui inclinazioni non corrispondono ai matrimoni cui
sono destinati.
Nel frattempo una improbabile
compagnia di dilettanti sta preparando una commedia da presentare come omaggio
alle nozze dei nobili Teseo ed Ippolita.
I contrasti tra gli amanti e la
ricerca di tranquillità per le prove degli attori portano tutti i protagonisti a
darsi appuntamento nel bosco al limite della città.
Ma si tratta di un bosco incantato
dove i contrasti tra il re degli elfi e la regina delle fate provocano un
turbine di apparizioni e sorprese in una notte in cui nessuno riconosce più se
stesso.
Tra comici equivoci e magiche
sorprese la notte trascorre come un sogno, al termine del quale sarà difficile
distinguere le visioni dalla realtà.
Un grande racconto fantastico
sulla realtà e l'illusione, in cui la leggerezza del gioco apre inaspettati
squarci di verità attraverso i quali gli spettatori possono riflettersi nei
personaggi.
Lo spettacolo rappresenta un’
assoluta novità all'interno del progetto artistico de La
Piccionaia.
L'esperienza di lavoro con i
giovani attori di Ketti Grunchi e quella di Carlo Presotto si incontrano con un
gruppo di artisti assolutamente inedito, per aprire una nuova fase nella storia
di teatro popolare d'arte della compagnia.
Artisti di strada, clowns,
musicisti, danzatori e narratori, abituati a tenere il palcoscenico nelle
situazioni più disparate, si ritrovano a costruire un mosaico di stili diversi,
un vero e proprio varietà teatrale di cui lo spettatore, adulto o bambino,
esperto o neofita, diventa l'ospite privilegiato.
venerdì 28 giugno 2013
SERATA PER LA LEGALITA', UN BEL RICORDO
Una settimana fa si é tenuta la serata UN CALCIO ALL'ILLEGALITA', organizzata dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con la FONDAZIONE ANTONINO CAPONNETTO che, insieme all'Ass.re VALENTINA GREGGIO, sta programmando delle attività nelle nostre scuole.
E' stata una di quelle occasioni in cui, ritengo, che la nostra Comunità abbia condiviso un momento di forte partecipazione ed informazione, uscendone cresciuta e un po' più consapevole su un tema così impegnativo quanto sfuggente.
Ringrazio pertanto in maniera speciale la referente regionale della Fondazione FELICETTA SERPICO per l'impegno profuso nella riuscita della serata: senza di lei sarebbe mancato l'indispensabile coordinamento di rete che invece ha consentito la presenza di così tanti ospiti e contributi di spessore.
E' per questo che ritengo doveroso fissare e trasmettere almeno una piccola parte dei contributi di storie, notizie ed emozioni che abbiamo ricevuto con tanta passione e generosità dai nostri ospiti.
Ringrazio pertanto in maniera speciale la referente regionale della Fondazione FELICETTA SERPICO per l'impegno profuso nella riuscita della serata: senza di lei sarebbe mancato l'indispensabile coordinamento di rete che invece ha consentito la presenza di così tanti ospiti e contributi di spessore.
E' per questo che ritengo doveroso fissare e trasmettere almeno una piccola parte dei contributi di storie, notizie ed emozioni che abbiamo ricevuto con tanta passione e generosità dai nostri ospiti.
E' stata una serata intensa, pensata per scuoterci e per acquisire un po' più di consapevolezza.
Abbiamo sentito testimonianze di persone che, ogni giorno, si interessano di mafia e la combattono, su vari fronti, perché la mafia si insinua e si manifesta in tanti modi.
Abbiamo riscostruito e collegato alcuni degli eventi che in quegli anni ('80-'90) hanno cambiato la storia della nostra nazione.
Dico "cambiato" perché, proprio quando il MAXI PROCESSO alla mafia, spiegatoci con sintetica efficacia da DIEGO BILOTTA (responsabile scuola della FONDAZIONE ANTONINO CAPONNETTO), diede la rotta per la prima vera lotta alla mafia, si susseguirono tragici eventi e scelte politiche che ne deviarono e stroncarono lo slancio.
E' bastato infatti ricordare la "non nomina" di GIOVANNI FALCONE alla guida del POOL, creato e condotto dal Giudice ANTONINO CAPONNETTO (che lo lasciò, proprio pensando che Falcone avrebbe continuato il suo lavoro dopo il maxi processo), seguita dall'isolamento in cui Falcone stesso fu lentamente lasciato, fino al momento
del successivo attentato in cui perse la vita insieme alla moglie e ad alcuni agenti della scorta,
Tra i sopravvissuti alla strage di Capaci era presente alla serata ANGELO CORBO, agente della scorta di Falcone, la cui commovente testimonianza ci ha fatto capire cosa significasse a quel tempo proteggere chi, per la prima volta, stava riuscendo a combattere il sistema mafioso. Angelo ci ha anche fatto capire come la mafia lo abbia quasi ucciso tre volte, come agente di polizia che ha visto il proprio protetto ed i colleghi soccombere, come vittima e come cittadino che vede quei sacrifici calpestati e dimenticati dall'inerzia e dall'incapacità degli anni a seguire. Ci ha commosso il suo raccontarci quel senso di colpa che per tanti anni lo ha tenuto lontano da momenti pubblici e, anche se noi presenti non siamo riusciti a farglielo sentire fisicamente, un grande abbraccio collettivo gli si é stretto intorno perché tutti abbiamo pensato: "noi ci ricordiamo e ti ringraziamo, Angelo!".
Ora, per fortuna, Angelo Corbo ha trovato lo stimolo adeguato e fa parte delle persone che girano l'Italia provando a raccontare la lotta alla mafia, magari nelle sue estreme conseguenze, con la speranza di scuoterci dal torpore in cui rishciamo ogni giorno di sprofondare.
Ci siamo ricordati anche dei tanti colleghi di Angelo Corbo caduti in servizio, che il coro del Tribunale di Padova THE JUSTICE CHORUS ha voluto impersonare con dei monologhi curati da MARIA PIA CIANI, insegnante e preziosa conduttrice della serata, per poi associarli ad alcune parentesi di fiducia e di speranza, come solo la musica sa fare.
Sì, perché una lotta così dura, pur avendo dei momenti terribili, deve nustrirsi di speranza e di conoscenza, come ha testimoniato anche il magistrato Dott.ssa DOMANICA GAMBARDELLA, già collaboratrice di Falcone e oggi in forza al Tribunale di Padova.
Abbiamo capito come anche un ambiente sportivo come il calcio, pure a livelli dilettantistici, può diventare, oltre al consueto sistema di riciclaggio tramite le scommesse pilotate, anche un subdolo strumento di controllo sulle famiglie degli aspiranti giovani calciatori, cui la mafia guarda con attenzione nel suo continuo proporsi come "soluzione" ai problemi socio-economici. Nel presentare il suo libro CALCIO CRIMINALE, in collegamento telefonico, il giornalista e coordinatore di AVVISO PUBBLICO PIERPAOLO ROMANI ci ha ben spiegato questa logica subdola. La mafia cerca modi per controllare le persone e le aziende: l'aspetto economico é secondario per il mafioso, ne é una logica conseguenza, ma non é il suo primario obbiettivo.
Prima di tutto, per la mafia, viene il controllo del territorio. Ed ecco perché la sua tendenza é quella di cercare nuovi territori, come aveva scoperto il Giudice PAOLO BORSELLINO in Germania, già nei primi anni '90, poco prima di essere ucciso con la sua scorta nella strage di Via d'Amelio.
La mafia propone false scorciatoie, che poi ineluttabilmente portano alla schiavitù, alla dipendenza economico-sociale o alla delunquenza. Per farlo, la mafia usa strumenti all'avanguardia, gestisce le immense quantità di denaro per riutilizzarle nell'aumentare il proprio controllo sul territorio, schiavizzandolo.
DARIO MEINI, nipote del giudice CAPONNETTO e attivista della omonima Fondazione, nonché giovane studente di giurisprudenza, ce l'ha spiegato bene. Ci ha trasmesso con tutto il suo entusiasmo il desiderio di affrancarsi dal male mafioso e di lottare per la propria libertà, quella libertà di cui lui si é sentito privato per tanti anni, da ragazzetto, quando la sua famiglia subiva i ritmi e le privazioni della vita sotto scorta. Una sensazione di non libertà, di fatalità imminente, che poi, con la conoscenza acquisita grazie al nonno giudice ed agli studi, ha utilizzato per convertire la frustrazione e la rabbia in voglia di combattere e desiderio di libertà, che é vita. Per questo il suo impegno è ora dedicato al trasmettere la sua conoscenza agli altri, in modo che la consapevolezza diventi strumento di libertà e di lotta. Un intervento veramente toccante.
Come del resto fa l'Associazione LIBERA, i cui rappresentanti della SEZIONE GIOVANI di Padova erano presenti per raccontarci i risvolti pratici della lotta alla mafia nel quotidiano del nostro territorio, affatto vergine dalla penetrazione mafiosa. Infatti, l'associazione di padova si appresta ad utilizzare la villa di Felice "Felicetto" Maniero a Campolongo Maggiore, confiscato in seguito alle indagini ed ai processi degli anni '90 alla mala del Brenta..
LIBERA Padova ci ha anche invitato a partecipare alla 1^ FESTA LIBERA VENETO di Vicenza, dal 25 al 30 Giugno. Azioni concrete contro la mafia: un finale fresco e positivo che abbiamo molto apprezzato.
Personalmente, mi ha colpito l'espressione di "presidio" usata dalla giovane presidentessa di LIBERA PADOVA: questi ragazzi non erano nemmeno nati quando Falcone e Borsellino furono uccisi, eppure si sentono in trincea, sentono di dover combattere una guerra.
Nella mia chiosa, anche se ho inizialmente affermato "dannato il tempo che passa e questa nostra memoria corta", ho voluto trasmettere a tutti gli ospiti la più profonda gratitudine per quanto è stato entusiasmante sentire e conoscere una rete immensa di persone che si muove, condivide informazioni (oltre che ricordi) e che ogni giorno si oppone alla mafia, con azioni concrete, facendosi sentire.
Il modo migliore per rappresentare la sensazione finale con cui siamo tornati a casa credo sia quello di riportare la commovente poesia che DARIO MEINI ha fatto leggere ad un ragazzo, a simboleggiare cosa significhi l'impegno civile in una battaglia come quella contro la mafia.
Grazie di cuore a tutti.
Abbiamo sentito testimonianze di persone che, ogni giorno, si interessano di mafia e la combattono, su vari fronti, perché la mafia si insinua e si manifesta in tanti modi.
Abbiamo riscostruito e collegato alcuni degli eventi che in quegli anni ('80-'90) hanno cambiato la storia della nostra nazione.
Dico "cambiato" perché, proprio quando il MAXI PROCESSO alla mafia, spiegatoci con sintetica efficacia da DIEGO BILOTTA (responsabile scuola della FONDAZIONE ANTONINO CAPONNETTO), diede la rotta per la prima vera lotta alla mafia, si susseguirono tragici eventi e scelte politiche che ne deviarono e stroncarono lo slancio.
E' bastato infatti ricordare la "non nomina" di GIOVANNI FALCONE alla guida del POOL, creato e condotto dal Giudice ANTONINO CAPONNETTO (che lo lasciò, proprio pensando che Falcone avrebbe continuato il suo lavoro dopo il maxi processo), seguita dall'isolamento in cui Falcone stesso fu lentamente lasciato, fino al momento
del successivo attentato in cui perse la vita insieme alla moglie e ad alcuni agenti della scorta,
Tra i sopravvissuti alla strage di Capaci era presente alla serata ANGELO CORBO, agente della scorta di Falcone, la cui commovente testimonianza ci ha fatto capire cosa significasse a quel tempo proteggere chi, per la prima volta, stava riuscendo a combattere il sistema mafioso. Angelo ci ha anche fatto capire come la mafia lo abbia quasi ucciso tre volte, come agente di polizia che ha visto il proprio protetto ed i colleghi soccombere, come vittima e come cittadino che vede quei sacrifici calpestati e dimenticati dall'inerzia e dall'incapacità degli anni a seguire. Ci ha commosso il suo raccontarci quel senso di colpa che per tanti anni lo ha tenuto lontano da momenti pubblici e, anche se noi presenti non siamo riusciti a farglielo sentire fisicamente, un grande abbraccio collettivo gli si é stretto intorno perché tutti abbiamo pensato: "noi ci ricordiamo e ti ringraziamo, Angelo!".
Ora, per fortuna, Angelo Corbo ha trovato lo stimolo adeguato e fa parte delle persone che girano l'Italia provando a raccontare la lotta alla mafia, magari nelle sue estreme conseguenze, con la speranza di scuoterci dal torpore in cui rishciamo ogni giorno di sprofondare.
Ci siamo ricordati anche dei tanti colleghi di Angelo Corbo caduti in servizio, che il coro del Tribunale di Padova THE JUSTICE CHORUS ha voluto impersonare con dei monologhi curati da MARIA PIA CIANI, insegnante e preziosa conduttrice della serata, per poi associarli ad alcune parentesi di fiducia e di speranza, come solo la musica sa fare.
Sì, perché una lotta così dura, pur avendo dei momenti terribili, deve nustrirsi di speranza e di conoscenza, come ha testimoniato anche il magistrato Dott.ssa DOMANICA GAMBARDELLA, già collaboratrice di Falcone e oggi in forza al Tribunale di Padova.
Abbiamo capito come anche un ambiente sportivo come il calcio, pure a livelli dilettantistici, può diventare, oltre al consueto sistema di riciclaggio tramite le scommesse pilotate, anche un subdolo strumento di controllo sulle famiglie degli aspiranti giovani calciatori, cui la mafia guarda con attenzione nel suo continuo proporsi come "soluzione" ai problemi socio-economici. Nel presentare il suo libro CALCIO CRIMINALE, in collegamento telefonico, il giornalista e coordinatore di AVVISO PUBBLICO PIERPAOLO ROMANI ci ha ben spiegato questa logica subdola. La mafia cerca modi per controllare le persone e le aziende: l'aspetto economico é secondario per il mafioso, ne é una logica conseguenza, ma non é il suo primario obbiettivo.
Prima di tutto, per la mafia, viene il controllo del territorio. Ed ecco perché la sua tendenza é quella di cercare nuovi territori, come aveva scoperto il Giudice PAOLO BORSELLINO in Germania, già nei primi anni '90, poco prima di essere ucciso con la sua scorta nella strage di Via d'Amelio.
La mafia propone false scorciatoie, che poi ineluttabilmente portano alla schiavitù, alla dipendenza economico-sociale o alla delunquenza. Per farlo, la mafia usa strumenti all'avanguardia, gestisce le immense quantità di denaro per riutilizzarle nell'aumentare il proprio controllo sul territorio, schiavizzandolo.
DARIO MEINI, nipote del giudice CAPONNETTO e attivista della omonima Fondazione, nonché giovane studente di giurisprudenza, ce l'ha spiegato bene. Ci ha trasmesso con tutto il suo entusiasmo il desiderio di affrancarsi dal male mafioso e di lottare per la propria libertà, quella libertà di cui lui si é sentito privato per tanti anni, da ragazzetto, quando la sua famiglia subiva i ritmi e le privazioni della vita sotto scorta. Una sensazione di non libertà, di fatalità imminente, che poi, con la conoscenza acquisita grazie al nonno giudice ed agli studi, ha utilizzato per convertire la frustrazione e la rabbia in voglia di combattere e desiderio di libertà, che é vita. Per questo il suo impegno è ora dedicato al trasmettere la sua conoscenza agli altri, in modo che la consapevolezza diventi strumento di libertà e di lotta. Un intervento veramente toccante.
Come del resto fa l'Associazione LIBERA, i cui rappresentanti della SEZIONE GIOVANI di Padova erano presenti per raccontarci i risvolti pratici della lotta alla mafia nel quotidiano del nostro territorio, affatto vergine dalla penetrazione mafiosa. Infatti, l'associazione di padova si appresta ad utilizzare la villa di Felice "Felicetto" Maniero a Campolongo Maggiore, confiscato in seguito alle indagini ed ai processi degli anni '90 alla mala del Brenta..
LIBERA Padova ci ha anche invitato a partecipare alla 1^ FESTA LIBERA VENETO di Vicenza, dal 25 al 30 Giugno. Azioni concrete contro la mafia: un finale fresco e positivo che abbiamo molto apprezzato.
Personalmente, mi ha colpito l'espressione di "presidio" usata dalla giovane presidentessa di LIBERA PADOVA: questi ragazzi non erano nemmeno nati quando Falcone e Borsellino furono uccisi, eppure si sentono in trincea, sentono di dover combattere una guerra.
Nella mia chiosa, anche se ho inizialmente affermato "dannato il tempo che passa e questa nostra memoria corta", ho voluto trasmettere a tutti gli ospiti la più profonda gratitudine per quanto è stato entusiasmante sentire e conoscere una rete immensa di persone che si muove, condivide informazioni (oltre che ricordi) e che ogni giorno si oppone alla mafia, con azioni concrete, facendosi sentire.
Il modo migliore per rappresentare la sensazione finale con cui siamo tornati a casa credo sia quello di riportare la commovente poesia che DARIO MEINI ha fatto leggere ad un ragazzo, a simboleggiare cosa significhi l'impegno civile in una battaglia come quella contro la mafia.
Grazie di cuore a tutti.
Conosco delle barche (di Jacques Brel)
Conosco delle barcheche restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po'
sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
martedì 11 giugno 2013
CONSIGLIO COMUNALE - Seduta del 17 Giugno 2013
Si avvisa che per il giorno 17/06/2013 alle ore 20.30 è convocato il Consiglio Comunale con il seguente ordine del giorno:
- APPROVAZIONE VERBALI PRECEDENTE SEDUTA;
- APPROVAZIONE PIANO DELLE ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI;
- APPROVAZIONE PIANO TRIENNALE OPERE PUBBLICHE 2013/2015 – ART. 128, D. LGS 12.4.06, N. 163 E S.M.I.
- L.R. 20/08/1987 N. 44 – DISCIPLINA DEL FONDO INTERVENTI RELATIVI ALLA CATEGORIA DI OPERE CONCERNENTI “LE CHIESE E GLI ALTRI EDIFICI RELIGIOSI”. DETERMINAZIONE QUOTA PROVENTI DERIVANTI DAGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE SECONDARIA DELL’ANNO 2012 – ESERCIZIO 2013;
- APPROVAZIONE PROGRAMMA DI INCARICHI DI STUDIO, RICERCA E CONSULENZA PER L’ANNO 2013;
- APPROVAZIONE PIANO FINANZIARIO TIA;
- IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA FISSAZIONE ALIQUOTE ANNO 2013;
- ADDIZIONALE COMUNALE ALL'IRPEF FISSAZIONE ALIQUOTA ANNO 2013;
- NUOVO TRIBUTO SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI (TARES). DETERMINAZIONE NUMERO RATE E SCADENZE DI PAGAMENTO ANNO 2013.
- APPROVAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2013, BILANCIO PLURIENNALE 2013 – 2015, RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA 2013–2015;
- MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI DELLA LISTA CIVICA "NOI CON VOI" AD OGGETTO: "MANTENIMENTO DEL SERVIZIO DI RIABILITAZIONE PRESSO LA STRUTTURA SANITARIA DI CONSELVE".
- RECESSO DALLA CONVENZIONE PER IL SERVIZIO ASSOCIATO DI POLIZIA LOCALE DELLA SACCISICA DAL 01.01.2014.
UN CALCIO ALL'ILLEGALITA'
L'Amministrazione Comunale è lieta di presentare la prima iniziativa legata alla recente collaborazione avviata con la FONDAZIONE ANTONINO CAPONNETTO, relazione avviata in occasione della 4^ festa nazionale di AVVISO PUBBLICO a Padova lo scorso Ottobre 2012.
L'obbiettivo della collaborazione è quello di promuovere la cultura della legalità, con il particolare coinvolgimento delle istituzioni scolastiche (cui abbiamo già proposto alcune iniziative).
Questo primo incontro ha per ospiti, tra gli altri, ANGELO CORBO, la cui testimonianza é un prezioso dono per noi cittadini "distratti" e "smemorati".
I giovani rappresentanti della sezione di LIBERA di Padova ci dimostreranno cosa significa portare avanti e diffondere il concetto di legalità nella nostra società.
Sarà inoltre presentanto il libro CALCIO CRIMINALE di Pierpaolo Romani, giornalista E coordinatore di AVVISO PUBBLICO.
Riteniamo che ricostruire il filo logico degli eventi di quegli anni e le tematiche connesse con i nostri tempi sia fondamentale per capire cosa sta succedendo oggi e per (ri)attivare il senso di legalità che dovrebbe ispirare ogni nostra scelta ed ogni nostra azione.
Siete tutti caldamente invitati a partecipare.
Siete tutti caldamente invitati a partecipare.
VENERDI 21 Giugno, ore 20.45 presso la PALESTRA COMUNALE (ingresso da Via Stradelle)
sabato 18 maggio 2013
EMERGENZA MALTEMPO 16-17-18 Maggio
AGGIORNAMENTO sabato 18 MAGGIO ore 12:
L'emergenza meteo del 16-17-18 Maggio é passata.
L'emergenza meteo del 16-17-18 Maggio é passata.
La rete idraulica minore ha retto le copiosi pioggie.
Da ieri rimangono i problemi legati al livello dei corsi d'acqua principali. Anche per l'alto livello in contemporanea del Brenta, che di solito invece consente di accogliere parte della portata del Bacchiglione.
Il BACCHIGLIONE é altissimo (dati ora per ora: centralina ARPAV livello BACCHIGLIONE a Bovolenta ): alle 11 a Bovolenta é stato limitato ulteriormente il traffico, dato che l'acqua lambisce oramai l'asfalto sui ponti.
Si prevede ancora per qualcheora un ulteriore lento ma modesto innalzamento, poi nel pomeriggio dovrebbe arrivare al culmine della piena.
In serata/notte dovrebbe finalmente cominciare a calare, ma sempre molto lentamente.
Ulteriori aggiornamenti appena possibile.
AGGIORNAMENTO domenica 19 MAGGIO ore 10:
La piena é passata ed il livello é in continuo abbassamento.
Sono previste pioggie anche oggi e domani, ma non dovrebbero riportare il ivelli dei fiumi a quelli di ieri.
Iscriviti a:
Post (Atom)






























