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martedì 10 maggio 2016

FESTA DELLO SPORT: fine.

CANDIANA LIVE - Music and Beer... 

Ecco cosa è diventata la Festa dello Sport!
Lo scrivevamo già nel 2015 (leggi QUI) , dopo aver visto dare patrocinio ad un programma "fantasma" (mai fornito, nonostante le richieste delle minoranze).

Solo qualche giorno fa, in Consiglio Comunale, con la dichiarazione di voto contrario al DUP 2016 (leggi QUI e vedi allegata dichiarazione), dichiaravamo già che la FESTA DELLO SPORT 2016, alla quale il Comune si è ridotto (da organizzatore quale era) a dare solamente il Patrocinio, non essendo più manifestazione del Comune, andava tolta dalle attività comunali indicate a pag.69. 

Il Sindaco in consiglio ha ribattuto che quest'anno sarebbero cambiate le cose e che tornava ad essere comunale, per cui la manifestazione andava lasciata nel DUP 2016.

E' bastato aspettare qualche giorno e vedere i primi manifesti (vedi QUI): come al solito, raccontano bugie e ci troviamo oramai con una manifestazione oramai snaturata, tanto più che i (veri) organizzatori, danno risalto a "CANDIANA LIVE - MUSIC and BEER".
E così, la Giunta non è riuscita a riprendersi la manifestazione.

Avevamo capito male: il verbale della delibera (leggi QUI) infatti riporta "può sempre ritornare ad essere una manifestazione comunale”!.. Ma allora: perchè è stata lasciata nel DUP 2016 se anche quest'anno non è una manifestazione comunale? Che senso ha la rassicurazione verbalizzata?..

Con l'INTERROGAZIONE N°18 [link PDF] di oggi 10/05/2016 abbiamo chiesto al Sindaco:
  • quale è la delibera di giunta che concede il patrocinio, dato che sono già usciti manifesti?
  • perché la manifestazione inserita nel DUP è infine stata programmata da altri soggetti e non dalla Amministrazione, come era stato detto in consiglio comunale?
  • cosa prevede il programma della manifestazione sul quale è stato concesso il patrocinio? 
  • quali sono i riferimenti della domanda di patrocinio?
  • quando la manifestazione potrebbe “ritornare ad essere una manifestazione comunale” come verbalizzato dla Sindaco?
Prepariamoci al peggio.

Il Capogruppo NOI CON VOI
Ing. ANDREA DE MARCHI



martedì 7 luglio 2015

TRAVI E PAGLIUZZE: lo strabismo del Capogruppo GOBBO

I giorni scorsi, il Capogruppo GOBBO mi ha invitato al silenzio (leggi QUI).
Quando prova a zittire gli altri, rende memorabili le sue uscite: vedasi anche la serata con l'Ass.re Manzato (leggi QUI), finita sui giornali.

Nella Sua ultima "esternazione", cita la parabola della pagliuzza e della trave, rinfacciandoci un conto di 300 € che sarebbe arrivato adesso da COLDIRETTI Conselve per le due domande di contributo per la LOGGETTA fatte nel 2012/2013, alle quali NOI non avremmo dato copertura nel bilancio.
Come spesso gli capita, per mascherare un errore contestato alla Sua Amministrazione (leggi QUI), tira fuori qualche altra questione, con intempestivo strabismo politico.

Innanzitutto, è ridicolo che con un avanzo di bilancio dichiarato di 225'000 € (dopo aver pure raddoppiato la TASI!) l'Amministrazione BRAZZO faccia polemica su come pagare 300 €.
Comunque, sono due pratiche che ci hanno fruttato oltre 210'000 € di contributi europei, grazie ai quali è stato salvato l'edificio in Piazza a Pontecasale: sarà un piacere verificare il modo di far fronte a 300 €!
D'altronde, nel 2013/2014 abbiamo lavorato sodo, presentato tante domande e portato a casa 960'000 €  di contributi per lavori che dopo oltre un anno sono ancora in corso o vengono avviati!
Se ci sono effettivamente sfuggiti 300 € per le pratiche AVEPA chiederemo venia..

In secondo luogo, dato che il capogruppo GOBBO chiede a NOI come pagare oggi 300 € per le domande del 2013, gli rispondiamo che il Sindaco BRAZZO saprà certamente cosa fare, dato che nel 2010 ci arrivò un conto di oltre 4'000 € per attività urbanistiche che il Sindaco BRAZZO ha fatto fare nel Suo primo mandato e che non hanno mai avuto copertura!
All'epoca, su questa mancanza, NOI abbiamo evitato inutili polemiche.

Strabismo politico, doppio metro al bisogno?
Travi e pagliuzze, per l'appunto.

l'ex Sindaco
Ing. DE MARCHI ANDREA

lunedì 25 maggio 2015

LA FESTA DELLO SPORT NON E' PIU' COMUNALE..

LA FESTA DELLO SPORT non esiste più.
Ora è ufficialmente divenuta una festa proposta e programmata da AS!
Il Comune dà il patrocinio (darà quindi un contributo?) e paga l'ambulanza.

La manifestazione è ora totalmente in mano ad un gruppo di persone sulle quali il nostro giudizio è stato netto e chiaro, fin da subito (leggi QUI) e che ora si sostituiscono all'Amministrazione, la quale ricambia il favore/fervore elettorale e getta la spugna su una delle poche e più importanti manifestazioni del Comune.
Ora ne avete la riprova.

La delibera di giunta (link) richiama un programma della manifestazione redatto da AS, che però non è stato allegato. Fatalità.
L'anno scorso non c'era nè il programma, nè il patrocinio.
Una cosa alla volta, d'altronde, che si può pretendere..

C'è da capire perchè sia il Comune, e non AS, a chiedere al CVS un contributo economico per una manifestazione non sua, ma semplicemente patrocinata. Cosa mai avvenuta.
Ma d'altra parte, c'è la doppia firma del Sindaco BRAZZO, ora anche capo-area degli uffici comunali.

Addio FESTA DELLO SPORT COMUNALE, ora avremo ora l'ANTICA FESTA DELLA GINNICA PRESTANZA.

Prepariamoci al peggio.

lunedì 18 maggio 2015

INTERROGAZIONE N°15 - pratica CPI scuola media

A sei mesi dalla ultimazione dei lavori, chiediamo all'Amministrazione quale sia la situazione circa la pratica antincendio della scuola media e l'uso della nuova caldaia realizzata con il contributo regionale del 2013.



INTERROGAZIONE N°15

Candiana, 15/05/2015.
Doc. 027/2015

Alla c.a.        Sig. Sindaco di Candiana
                    c/o sede Municipale


OGGETTO: situazione pratica antincendio scuole medie.


Il gruppo consigliare NOI CON VOI,

PREMESSO CHE nel 2010 l’Amministrazione DE MARCHI ha avviato presso l’edificio della scuola media (secondaria di 1° grado) l’intervento per l’ottenimento del certificato prevenzione incendi (CPI), finanziato dalla ancora precedente Amministrazione con la somma di 200'000 €;

EVIDENZIATO CHE all’avvio dei lavori emergeva, oltre alla necessità di ulteriori lavori inizialmente non previsti, che la caldaia esterna a biomasse, realizzata e condotta da terzi per la gestione calore assegnata dal Comune nel 2007, non era dotata di CPI e che necessitava di adeguamenti antincendio, come prescritto a carico della ditta appaltatrice dal bando per la gestione calore 2012-2015;

RICORDATO CHE l’Amministrazione DE MARCHI ha reperito ulteriori 210'000 €, sia dal bilancio (circa 17'000 €) che dalla regione (contributo di 193'000 €), per la sostituzione delle obsolete caldaie a gas della scuola, il completamento delle opere antincendio e l’efficientamento energetico, da eseguirsi entro il 2014;

PRESO ATTO CHE suddetti lavori sono stati dichiarati ultimati con determina n°57 del 16/10/2014;

RIBADITO CHE, al contrario di quanto finora accaduto, la lettura delle interrogazioni va fatta in Consiglio Comunale, ai sensi dell’art.10 del Regolamento del Consiglio Comunale,

CHIEDE
Al Sindaco o all’Assessore con delega ai lavori pubblici di rispondere ai seguenti quesiti:
  1. se sia conclusa la pratica CPI della scuola media o quali tempi siano previsti;
  2. quale sia la condizione della caldaia a biomasse in termini antincendio ed eventuali implicazioni per la suddetta pratica CPI della scuola media;
  3. se ed a quali condizioni si procederà circa la gestione calore in teleriscaldamento, tra poco in scadenza, alla luce della nuova centrale termica scolastica ottenuta coi lavori sopra descritti;

il Capogruppo NOI CON VOI
Ing. DE MARCHI ANDREA

giovedì 2 aprile 2015

2 Aprile: CANDIANA "si basta" e l'Albo Pretorio vuoto

2 Aprile 2015.
Inizia l'era in cui CANDIANA "si basta" (cit. cons.com. Scudellaro), in cui CANDIANA torna ad essere Comune.
In questi mesi abbiamo lottato moltissimo per annunciare lo sfacelo imminente, ma questa immagine vale altrettanto:



Un Albo Pretorio pressochè vuoto.
In testa, c'è la delibera di recesso dell'Unione ed in coda la relazione di inizio mandato, promesse senza riscontro.
Una coincidenza che è un simbolo.

Prepariamoci al peggio.

mercoledì 1 aprile 2015

2° PESCE D'APRILE: l'Unione ed il buon senso vanno avanti!

Come "preannunciato ieri", il secondo pesce d'Aprile è arrivato.
Conselve e Terrassa hanno messo alle strette i tre Comuni non-usciti e rimasti con il cerino in mano!

I tre Comuni "uscenti-non-uscenti" (AGNA, ARRE e BAGNOLI) si sono trovati d fronte alla scelta tra gestire una Unione senza Conselve e Terrassa o recedere da essa, coerentemente con le mozioni e votazioni fatte in questi mesi: hanno ovviamente "scelto" per la seconda!

In realtà, fino a qualche settimana fa, avrebbero potuto prendere atto degli errori fatti in questi mesi, e formalizzare la permanenza in Unione, unica prospettiva che dà certezze oggigiorno ai piccoli Comuni.

Era comprensibile che, mano a mano che ci si rendeva conto di cosa significa "uscire" i problemi crescenti suggrissero di "rimanere" e proseguire un progetto politico che vedeva l'Unione a 7 Comuni come il 2° ente per territorio ed il 7° per popolazione in Veneto.
Il Conselvano sarebbe divenuto un interolcutore politico di peso, uscendo da arretratezza ed anonimato!
Lo avevano capito, l'errore di uscire, ma non si può tergiversare mesi su argomenti così delicati: la loro incapacità di decidere ed i litigiosi recessi di CANDIANA e BOVOLENTA hanno quasi causato la paralisi amministrativa!

Sono stati 10 mesi folli: dagli ultimatum, alle mozini di scioglimento, ai recessi illegittimi, alle forzature sullo Statuto.
NOI abbiamo convintamente fondato e fatto screscere l'Unione del Conselvano, l'abbiamo difesa dagli attacchi illegittimi e senza logica di questi mesi, in ogni momento, in ogni sede, con tutte le argomentazioni politiche/legislative/sociali/lavorative che abbiamo potuto sfoderare.
Ora l'Unione può ripartire e completare il suo rodaggio!

Rimane lo sconforto di vedere l'Unione del Conselvano andare avanti senza CANDIANA, la cui inadeguata Amministrazione BRAZZO ha preferito uscire: un suicidio politico le cui conseguenze saranno presto sotto gli occhi dei Cittadini e che dureranno anni.
Lo abbiamo detto, prima, durante e dopo la campagna elettorale e, a distanza di 10 mesi, tutto trova conferma!

Resta poi il profondo ramarico nel vedere altri 4 Comuni "uscire" forzatamente dall'Unione, senza avere alternative, senza avere uno straccio di progetto per le funzioni associate (obbligatorie da qui a 8 mesi!) ed in contrasto tra loro (ricordiamo Bovolenta e Candiana sfiduciare il Sindaco di Bagnoli, ad esempio)!
Non sanno ancora come, e rimane loro solo qualche mese per rimettere in piedi quello che l'Unione ci ha messo due anni ad avviare con fatica.
Auguri!

Il Consigliere dell'Unione per le Minoranze di CANDIANA
il capogruppo NOI CON VOI
Ing. ANDREA DE MARCHI

PESCE D'APRILE: ma c'é solo da piangere..

In questi giorni vi è stato recapitato il nostro volantino (scaricalo QUI o leggilo sotto).
Raccoglie tutto quanto abbiamo detto e documentato nella dura opposizione di questi mesi sulle scelte critiche fatte da questa Amministrazione, inadeguata e senza visione.

Da oggi, CANDIANA è fuori dall'Unione e torna a gestire da sola dipendenti e funzioni, sempre che la delibera del 2°recesso sia valida, come abbiamo contestato anche per il 2°recesso (leggi QUI/1, QUI/2, QUI/3 e QUI/4).

Che sia oggi, o fra un mese, credete che otterete finalmente risposte e servizi?
Dopo un anno che l'Amm.ne BRAZZO si lamenta del difficoltoso rodaggio dell'Unione, credete che non si giustificherà con il "suo" di rodaggio? .. dobbiamo ripartire.. adesso serve tempo.. .. dobbiamo riorganizzare.. ci vuole pazienza.. li sentiamo già mettere le mani avanti.
Tutte le giustificazioni che non andavano bene per 100 dipendenti dell'Unione, ma che tornano comodo a loro nel riprendere in mano i 10 dipendenti comunali, anch'essi poco sollevati da questa scelta alla cieca!

Magari ci sbagliamo ed è già tutto pronto: d'altronde basta tornare all'organizzazione di qualche anno fa, cosa c'è di difficile? Basta fare com i gamberi!
Lo vedremo con le prossime interrogazioni, già pronte, come pronti supponiamo siano LORO, dato che hanno voluto uscire dall'Unione, da ripetenti: 2 volte, e magari serve pure la 3^!

L'Unione va avanti e noi torniamo indietro: lo conferma il 2° pesce di Aprile, fresco di ieri sera!



mercoledì 25 marzo 2015

UNIONE in stallo: Comuni "perplessi" nonostante l'uscita agevolata

La pubblicazione della delibera di C.C. 6/2015 del 2° recesso ci porta conoscenza di una lettera del 5/3/2015 inviata dal Presidente dell'Unione ai colleghi SIndaci, dai contenuti molto preoccupanti (leggi testo integrale QUI).

Nella seduta di consiglio, la Sindaco BRAZZO ci menzionava questo documento solamente per l'invito ai Comuni "secesisonisti" del Presidente nel decidere se "stare dentro o fuori" l'Unione.
La lettura del documento riportata nel verbale non è avvenuta (ne abbiamo richiesto formalmente la correzione: leggi QUI), anche perchè le 3 pagine del documento non ce le ricordiamo né NOI, ne' i presenti tra il pubblico!
Infatti, sarebbe servito molto tempo per leggere le 3 pagine e soprattutto per spiegare le gravi considerazioni lì espresse, che inchiodano le Amministrazioni "secessioniste" alle loro responsabilità.

Più di un mese fa, il  16 Febbraio (leggi POST), denunciavamo l'atteggiamento distruttivo e poi inconcludente dei Comuni "secessionisti" che avevano proposto ed appoggiato mozioni gravissime, paralizzando l'Unione ed aggravando irreversibilmente problemi amministrativi più che risolvibili.

Questa lettera del 5 Marzo del Presidente dell'Unione conferma le nostre preoccupazioni e rende evidente come i Comuni che hanno voluto il recesso semplificato ora siano "perplessi" e stiano paralizzando l'Unione non formalizzando la loro uscita.

Nelle nostre prese di posizione e dichiarazioni di voto abbiamo sempre criticato fortemente chi ha appoggiato sia la mozione di scioglimento  dell'Unione che quelle per il recesso semplificato:
  1. comunicato stampa NOI CON VOI del 09/12/2014 (link: leggi QUI)
  2. C.U. 22/12/2014: dichiarazione voto contrario MOZIONE RECESSO SEMPLIFICATO (link: leggi QUI)
  3. C.U. 22/12/2014: dichiarazione voto contrario MOZIONE SCIOGLIMENTO UNIONE (link: leggi QUI)
  4. post "UNIONE vittima di Sindaci kamikaze" del 16/02/0215 (link: leggi QUI)

Ma analizziamo i punti salienti della lettera del Presidente dell'Unione del 5/3/2015:
  • si evidenzia che il 3 e 4 Febbraio è stata approvata la modifica allo Statuto dell'art.7 (nostro voto contrario) consentendo il recesso semplificato ed eliminando il vincolo temporale e di preavviso. Vale a dire: la porta è stata aperta per quelli che a Dicembre volevano abbandonare e pure sciogliere l'Unione;
  • si evidenzia che le successive Giunte Unine del 6-12/02/2015 hanno visto CANDIANA e BOVOLENTA confermare l'uscita, ma AGNA, ARRE e BAGNOLI erano "perplessi". Queste perplessità sono incomprensibili dopo che hanno appoggiato le mozioni di scioglimento e recesso incondizionato ma dimostrano come, alla prova dei fatti, l'Unione sia l'ancora di salvezza per i Comuni che solo ora capiscono cosa comporti fare le funzioni in forma associata"
  • la situazione di stallo politico e decisionale causata dalle mozioni di Dicembre appoggiate dai 5 comuni si sono aggravate fino ad obbligare i dirigenti dei settori a inviare il 13/02/2015 una nota in cui si rendono indisponibili a proseguire il loro incarico, principalmente a causa della indeterminazione della composizione dell'Unione e la conseguente mancanza di guida politica per gli adempimenti e l'organizzazione del lavoro. E' la prima volta che l'organizzazione del lavoro viene compromessa per mancanza di governo politici. mai prima d'ora i dirigenti avevano formalizzato l'impossibilità di proseguire con il loro lavoro a causa dello stallo politico. L'incapacità politica delle Amministrazioni che hanno spinto per scioglimenti e recessi scellerati, si è infine riversata sulla gestione dei servizi! Il problema non è l'Unione, ma chi non ha capito come funziona e a cosa serve!
  • la conseguente nota del 17/02/2015 del Presidente ai Sindaci ha ottenuto la conferma dei 3 Comuni "perplessi" sulla loro "definitiva volontà di recesso". Quindi, oltre un mese fa, anche AGNA, ARRE e BAGNOLI hanno confermato di voler recedere, ma senza dire quando e ciò è ritenuto inattuabile sia dai dirigenti che dal Presidente dell'Unione che evidenziano il rischio a breve termine dello "stato di blocco amministrativo" il cui innesco porterebbe alla segnalazione a Prefettura, Corte dei Conti e Procura. Problemi di questo tipo l'Unione ed i Cittadini non ne hanno mai avuti, prima che Amministrazioni irresponsabili innescassero il tentativo di scioglimento e di recessi in deroga o semplificati!
  • Si evidenzia da parte del Presidente dell'Unione, suffragato dai Tecnici, l'opportunità di procedere "quanto prima con lo stacco delle attività tra la gestione Unione e quela dei singoli Comuni": in sostanza si invitano le Amministrazioni uscenti a procedere urgentemente con recessi legittimi e certi, in modo da agevolarne l'uscita! Tre mesi fa, questi stessi Comuni, chiedevano lo scioglimento dell'Unione ed il recesso immediato, ma oggi, che possono finalmente farlo, non riescono ancora a deliberare una uscita concordata e dignitosa! Unica eccezione, l'Amministrazione di BOVOLENTA, che finalmente ha approvato un recesso netto e legittimo, ma che ha la gravissima responsabilità di essere la promotrice della mozione di scioglimento, pur essendo stata accolta ad Unione avviata e proprio nel momento in cui era più difficile farsi carico di nuovi ingressi con la riorganizzaizne in atto.
  • il Presidente conclude richiamando i Sindaci alla responsabilità di "procedere al recesso entro il mese corrente, affinchè possa essere risolto lo stato di blocco amministrativo" attraverso "atti deliberativi conformi all'attuale Statuto". Non essendoci tra questi Comuni alcuna idea su come sostituire le attività che facevano con l'Unione, è chiaro perchè non escano, causando però la paralisi dell'ente (che loro avevano ben pensato di sciogliere tre mesi fa!)

CANDIANA, tanto per distinguersi, nonostante l'invito a deliberare atti "conformi", ha ri-deliberato il recesso illegittimo, richiamando integralmente quello respinto dall'Unione ma agigungendoci ulteriori lacune (richiamo al sostituto d'imposta, a documenti inesistenti, mancanza di pareri): una dimostrazione di incapacità ed arroganza politica che ci rendono sempre più isolati.
Nessuna notizia infatti di accordi con gli altri comuni per le funzioni associate!

Le nostre segnalazioni al Prefetto ed agli Uffici Regionali dei mesi scorsi erano un campanello d'allarme serio e fondato: oggi le conseguenze di quelle mozioni politiche scellerate ed illegittime (lo ribadiamo!) e dei conseguenti provvedimenti per agevolare l'uscita di chi in realtà non vuole uscire, o non sa uscire perchè approva atti illegittimi, sono sotto gli occhi di tutti!

Da mesi, oramai, i 5 Sindaci uscenti tacciono ai propri Cittadini e nei Consigli Comunali l'aggravarsi dei problemi organizzativi interni a causa delle loro scelte sbagliate e dell'incapacità di assumersene la responsabilità.
Il blocco amministrativo è figlio di questa politica: l'Unione chiede solo di continuare e che i 5 Comuni escano, anzichè distruggerla con la loro inerzia ed l'incapacità, causa di disservizi di estrema gravità e che mai finora erano stati rilevati!

A poco servirà la scusa del "peccato orginale" delle Amministrazioni precedenti, le quali hanno avviato servizi congiunti su tutte le funzioni, secondo legge, con provvedimenti legittimi che hanno consentito fino a pochi mesi fa di superare le difficoltà operative, come hanno evidenziato i Sindacati stessi ai Sindaci ed al Prefetto (leggi mozione pro-Unione e articolo), che ora comprendono il perchè di un avvio deciso e fortemente voluto dalle precedenti Amministrazioni dell'Unione.

Già, la mancanza di visione e volontà politica: sono nove mesi che si confonde la causa con l'effetto!
L'Unione in questi mesi è stata incomprensibilmente attaccata anzichè governata o  migliorata come il buon senso e la normativa dettavano, fino a un mese fa.
Siamo in Italia, le cose vanno così: c'è pure la sanatoria per i comuni indampienti (articolo Ass.re Ciambetti e nostro post su CANDIANA graziata dal mille proroghe)

Ora quella fase è finita e le responsabilità sono evidenti: queste incapacità politiche causeranno gravissimi danni ad un teritorio che si era dato, finalmente e conformemente alle leggi, una organizzazione ed una governance unitaria.
Un grande territorio sacrificato agli orticelli comunali di Amministrazioni senza visione nè prospettive.

L'Unione dei Comuni del Conselvano era la 2^ in Veneto per estensione di territorio e 7^ per popolazione: di questo parliamo!




2° RECESSO: lettura di documento mai avvenuta

Oggi, 25/03/2015, abbiamo presentato formale richiesta a mezzo PEC (leggi PDF) di correzione del verbale della delibera n°6/2015 relativa del 2° recesso dall'Unione (testo integrale pubblicato) .
La delibera riporta testualmente:


La lettura della "nota" del Presidente dell'Unione del 5 Marzo non è mai avvenuta e la Sindaco BRAZZO ha solamente citato la comunicazione riportandone l'invito per i Comuni a decidere se stare "dentro o fuori" l'Unione.. Due parole in croce, sì e no!

Oltre ai nostri appunti della discussione, anche i presenti tra il pubblico non ricordano la lettura della "nota", che consta di 3 pagine e la cui lettura avrebbe richiesto parecchio tempo ed avrebbe evidenziato gravi responsabilità per le Amministrazioni sostenitrici delle mozioni contro l'Unione!

L’unico documento letto dal Sindaco è stata la nota del Prefetto su volontà al Consiglio, addirittura interrogato dal Sindaco se leggerla o meno.

Non è un caso che la nota del Presidente non sia stata letta: approfondiremo le gravi responsabilità politiche dei Comuni "secessionisti" (tra cui CANDIANA!) che la nota del Presidente dell'Unione evidenzia con grande preoccupazione e che il Sindaco BRAZZO si è guardata bene dal leggere, come invece riportato nel verbale della delibera.

Evidenziamo infine che la "nota" di 3 pagine del Presidente dell'Unione, come anche il parere tecnico sulla delibera dell'Unione del 02/04/2015 (non pertinente, leggasi INTERROGAZIONE 14), non erano allegati alla proposta di delibera inviataci a casa (a causa dei ridicoli tempi di convocazione del Consiglio Comunale)...Chissà come mai.

Prepariamoci al peggio.

il Capogruppo NOI CON VOI
Ing. DE MARCHI ANDREA

martedì 24 marzo 2015

Delibera 2° RECESSO: omesso parere responsabili servizio

Ieri, veniva pubblicata la delibera di C.C. n°6/2015 (testo integrale pubblicato) per il secondo recesso dall'Unione approvata dall'Amministrazione BRAZZO.
Candiana ci ha messo 3 mesi per confezionare due delibere di recesso, una peggio dell'altra, che si accavallano e contraddicono, dato che l'ultima (fatta a causa della illegalità e irricevibilità della prima) la "richiama integralmente".

Sono documenti oggetto di forzature nel maldestro tentativo di mascherare errori politici ed amministrativi gravissimi, da NOI denunciati fin da subito (leggasi dichiarazioni voto CC 16/12/2014) e dalle conseguenze evidenti (Consigli Unione 2-3-4 /02/2015) , tranne che per questi Amministratori ciechi.
La lettura della delibera pubblicata continua a dimostrare sempre più aspetti critici.

Basta confrontare questa ultima delibera di recesso con quella di BOVOLENTA (delibera CC n° 8/2015: leggi QUI) per capire che razza di pateracchio sia riuscito a votare l'Amministrazione BRAZZO anche questa volta.
Oltre alle contestazioni già dimostrate nella nostra dichiarazione di voto contrario a questo ulteriore recesso (leggasi QUI) ed a quelle sul richiamo di trasferimenti di funzioni inesistenti, non spiegati in Consiglio e quindi formalmente richiesti con la INTERROGAZIONE 13, osserviamo un'altra grave irregolarità nell'ultima delibera: mancano pareri dei responsabili dei servizi, allegando invece i pareri di tutt'altra delibera del Consiglio dell'Unione. Proprio quella in cui il Consiglio ha rifiutato di approvare il recesso in deroga di Candiana perchè "illegittimo", come afferma il parere stesso!

Insomma, una confusione totale causata da incapacità e maldestri tentativi di camuffare errori politici ed amminstrativi molto gravi, che hanno reso CANDIANA lo zimbello dell'Unione.

Tale lacuna è ancora più evidente perchè in quel parere si vincolava il recesso di Candiana alla modifica dell'art.7 dello Statuto, che Candiana non ha voluto ratificare dopo l'approvazione in Unione, come correttamente hanno fatto altri 5 Comuni!

Si conferma inoltre che in ogni circostanza l’Amministrazione di CANDIANA si rivela sempre in contrasto con le modalità deliberative degli altri Comuni, con i quali dice di voler convenzionare le funzioni associate una volta uscita dall’Unione

Abbiamo quindi depositato l'INTERROGAZIONE 14, chiedendo perchè non sia stato allegato alla delibera n°6/2015 il necessario parere del responsabile di servizio, come ha correttamente fatto BOVOLENTA, e sia invece stato allegato un parere di tutt'altra deliberazione che, tra l'altro, definisce "illegittima" la deliberazione 41/2014 "integralmente richiamata" addirittura invocando il nuovo art.7 delo Statuto dell'Unione che Candiana non ha nemmeno ratificato a differenza degli altri Comuni dell'Unione.


 
INTERROGAZIONE N°14

Candiana, 24/03/2015.
Doc. 024/2015

Alla c.a. Sig. Sindaco di Candiana
c/o sede Municipale


OGGETTO: mancanza parere responsabile servizio delibera CC 6/2015 del 16/03/2015


Il gruppo consigliare NOI CON VOI,

PREMESSO CHE al punto 1 del Consiglio Comunale del 16/03/2015, avente per oggetto recesso dall’Unione dei Comuni del Conselvano, la delibera riporta solamente il parere del Segretario Comunale;

PRESO ATTO CHE in allegato 2 la delibera in questione riporta un parere non pertinente di altro atto (delibera Consiglio Unione del 2/2/2015) nel quale, oltretutto, si definiva “illegittima” la delibera CC n°41/2014 di recesso in deroga di Candiana (“richiamata integralmente” nel nuovo recesso) e si subordinava il recesso di Candiana al nuovo art.7 dello Statuto dell’Unione che l’Amministrazione di CANDIANA non ha voluto ratificare, a differenza di quanto hanno fatto gli altri comuni di AGNA, BAGNOLI, BOVOLENTA, CONSELVE e TERRASSA P.NA;

RILEVATO CHE a riprova della mancanza del parere, la delibera di CC. N°8/2015 di BOVOLENTA di recesso dall’Unione (vedasi allegato), oltre a non invocare deroghe, provvedimenti illegittimi o atti inesistenti come fa purtroppo CANDIANA, correttamente allega il parere del Responsabile dei Servizi Finanziari alla propria delibera comunale;

APPURATO definitivamente durante la seduta del Consiglio Comunale del 02/03/2015 che la lettura e risposta delle interrogazioni va fatta in Consiglio Comunale, ai sensi dell’art.10 del REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE, che la risposta va comunque data entro 30 giorni come previsto dallo STATUTO art.38 e dal TUEL, a prescindere dalla risposta scritta, come infatti era prassi delle ultime Amministrazioni

CHIEDE
Al Sindaco di rispondere ai seguenti quesiti:
1.       perché alla delibera di Consiglio Comunale n°4/2015 di recesso dell’Unione non sia stato espresso ed allegato il necessario parere del Responsabile dei Servizi Finanziari;
Il Capogruppo NOI CON VOI
 Ing. ANDREA DE MARCHI


martedì 17 marzo 2015

INTERROGAZIONE N°13: richiamo delibera CC 16/3/15 a trasferimenti funzioni inesistenti

Superficialità e caos tra delibere illegittime, provvedimenti inesistenti e mascheramenti che rasentano il ridicolo.
Leggete un po' cosa mettono dentro al minestrone di questa delibera..



INTERROGAZIONE N°13

Candiana, 17/03/2015.
Doc. 023/2015

Alla c.a. Sig. Sindaco di Candiana
c/o sede Municipale


OGGETTO: trasferimenti di funzione all’Unione inesistenti richiamati nella delibera CC 16/3/2015


Il gruppo consigliare NOI CON VOI,

PREMESSO CHE al punto 1 del Consiglio Comunale del 16/03/2015, avente per oggetto recesso dall’Unione dei Comuni del Conselvano, la delibera riporta ”i membri degli organi dell’Unione hanno chiesto di ribadire la volontà del Comune di Candiana di uscire dall’Unione dopo quanto disposto dalla modifica statutaria” che certifica la pesantissima ipoteca politica che è gravata sulla nostra uscita dall’Unione, oramai caldeggiata anche dagli altri Comuni;

EVIDENZIATO CHE la delibera in questione accoglieva ”l’invito alla ponderazione della complessità amministrativa” formulato del Prefetto che nella sua nota suggeriva “una attenta e rigorosa interpretazione tecnico-giuridica delle norme statutarie e dei regolamenti” e segnalava come “immaginare scorciatoie potrebbe rivelarsi a medio termine controproducente”;

RILEVATO CHE la delibera in questione dava atto “che per quanto riguarda le pendenze contabili tra il Comune di Candiana e l’Unione dei Comuni del Conselvano, derivanti dalle funzioni trasferite nel secondo semestre 2014 e primo periodo 2015 si procederà con successivo atto” riferendosi a trasferimenti inesistenti e non si sa a che titolo richiamati nella delibera,

PRESO ATTO del fatto che il Sindaco, interrogato sulla questione durante e alla fine della lettura della nostra dichiarazione di voto, non rispondeva sull’argomento affermando “noi ascoltiamo” e dimostrando ancora una volta  che non sa di dover rispondere di quello che la sua Amministrazione delibera;

APPURATO definitivamente durante la seduta del Consiglio Comunale del 02/03/2015 che la lettura e risposta delle interrogazioni va fatta in Consiglio Comunale, ai sensi dell’art.10 del REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE, che la risposta va comunque data entro 30 giorni come previsto dallo STATUTO art.38 e dal TUEL, a prescindere dalla risposta scritta, come infatti era prassi delle ultime Amministrazioni

CHIEDE
Al Sindaco di rispondere ai seguenti quesiti:
1.       quali sono gli atti dell’Amministrazione BRAZZO in materia di “funzioni trasferite nel secondo semestre 2014 e primo periodo 2015” all’Unione, a nostra memoria del tutto inesistenti, richiamati nella ponderata delibera proprio sulla questione più critica delle “pendenze contabili” con l’Unione stessa;
in che senso la delibera riporti la tematica del “sostituto d’imposta”, non essendo presente questa problematica nel precedente recesso in deroga “integralmente richiamato” nella delibera in questione;
Il Capogruppo NOI CON VOI
Ing. ANDREA DE MARCHI


UNIONE: BRAZZO costretta a riformulare il recesso ma è caos delibere

Niente da fare: nemmeno dopo le figuracce e le bacchettate del Prefetto, l'Amministrazione BRAZZO riesce a scrivere una delibera che sia conforme all eleggi ed al buon senso.
E' più forte di loro: quando sbagliano e viene dimostrato, la reazione è rafforzare l'errore con altri errori.

La convocazione del Consiglio Comunale di lunedi 16 Marzo è stata notificata venerdi 13 Marzo: l'opposizione CANPO ha segnalato l'irregolarità, ma il Sindaco ha affermata che bastano "due giorni": vedremo.
Ne pretendeva cinque, la Sindaco BRAZZO, quando era Opposizione!
Aveva bisogno di più tempo quando le delibere le scrivevano gli altri che non adesso che le scrive lei e infatti la i risultati si vedono!

La delibera di recesso dall'Unione ri-votata ieri (link delibera PDF) è stata "richiesta" dagli altri Comuni, stanchi della rissosità di Candiana: ci hanno buttato fuori! Candiana, quindi era già politicamente fuori dall'Unione, come da mesi denunciamo con fortissima preoccupazione.
Ora è finita, politicamente.
Rimangono i problemi giuridici e formali che la nuova delibera, rafforzativa del recesso illegittimo "richiamato integralmente", innesca con incredibile superficialità.

Restano gli atti formali, come ai funerali.

Prepariamoci al peggio.


CONSIGLIO COMUNALE  del 16/03/2015
PUNTO 01 O.D.G. – recesso dall’Unione dei Comuni del Conselvano

Lo avevamo detto da subito: il recesso in deroga non portava da nessuna parte!

A distanza di quasi tre mesi dalla delibera 41/2014, questo Consiglio Comunale si vede costretto a ritornare sul recesso dall’Unione, respinto nella sua formulazione illegittima su tutti i fronti, come avevamo denunciato e facilmente previsto sin dalla sua approvazione.
Infatti, il recesso in violazione dello Statuto, approvato da questa Amministrazione il 18/12/2014, ha reso il nostro Comune lo zimbello dell’Unione, vedendo la delibera respinta dall’Unione ed infine nemmeno avvallata dal Prefetto, creando una situazione di conflitto politico ed amministrativo che ci ha isolati ed umiliati come ente e come comunità!
I fatti sono sotto gli occhi di tutti:
·         nella seduta del 18/12/2014 avete vagamente respinto le argomentazioni giuridiche e politiche di entrambe le opposizioni (ALLEGATO “A”) che rappresentano – vi piaccia o no - la maggioranza dei cittadini di Candiana, approvando un recesso illegittimo ed una uscita dall’Unione che ci costerà carissimo in termini economici e politici;
·         non avete considerato nemmeno la nota del 30/01/2015 dei Sindacati (ALLEGATO “B”) con la quale i dipendenti di tutti i Comuni chiedono ai Sindaci di proseguire con l’Unione, ” che può essere da motore per la rinascita di queste zone” e che affermano come “dopo un anno di “rodaggio” si stava avviando una nuova fase dove il sistema di rete stava in effetti prendendo vita”, dimostrandosi contrari all’uscita dei Comuni dall’Unione;
·         in tutte e tre le sedute del consiglio dell’Unione del 02-03-04/02/2015 siete andati allo scontro con i colleghi Sindaci ed Amministratori che vi chiedevano di ritirare il recesso illegittimo e riformularlo, ma avete voluto forzare la mano, ottenendo che la maggioranza del consiglio dell’Unione uscisse pur di evitare il voto contrario ad un atto di un altro Comune, l’ultimo segno di rispetto al nostro Comune e che Voi, naturalmente, avete inteso al contrario;
·         con la Sua nota del 18/2/2015 (ALLEGATO “C”), il Prefetto, da Voi interpellato nonostante l’evidenza dei fatti di questi mesi, ha smentito il Sindaco affermando che il recesso in deroga “costituisce un’operazione di notevole complessità amministrativa” e che “immaginare ‘scorciatoie’ potrebbe rivelarsi, a medio termine, controproducente”;

Alla fine, dopo tre mesi di figuracce, l’Amministrazione BRAZZO si ritrova completamente screditata e riprova a deliberare l’uscita dall’Unione, con l’aggravante di una gravissima ipoteca politica: infatti, come recita la delibera stessa in approvazione ”i membri degli organi dell’Unione hanno chiesto di ribadire la volontà del Comune di Candiana di uscire dall’Unione dopo quanto disposto dalla modifica statutaria” che, tradotto in parole comuni, significa “abbiamo aperto la porta, ora uscite”.
Candiana è già fuori dall’Unione, politicamente!
Questi sette mesi di contrapposizioni politiche e forzature giuridiche hanno azzerato la credibilità politica del Sindaco, della Giunta e dei Consiglieri di questa Amministrazione, presso i Cittadini e anche presso gli altri Comuni, condannandoci ad un isolamento politico senza precedenti.

Ora che non c’è più nemmeno via di ritorno, che i problemi per tempo denunciati ed anche evitabili sono già alle porte, la Maggioranza BRAZZO si presta ad approvare comunque il recesso dalle conseguenze economiche e politiche gravissime, che non ripeteremo perché già agli atti (ALLEGATO “A”) e perché c’è dell’altro che fa comparsa in questo secondo maldestro tentativo di recesso.
Analizziamo la delibera in discussione, punto per punto.
1)        innanzitutto non viene disposto il ritiro del precedente recesso illegittimo, creando conflitti di disposizioni tra quello che il consiglio aveva deliberato a Dicembre e quello che si dispone con questo atto. Farà anche parte dell’innovativo “criterio rafforzativo” spiegatoci dal Sindaco BRAZZO nell’ultimo consiglio comunale, ma oramai le rassicurazioni giuridiche di questa Amministrazione non hanno alcuna credibilità. Vedremo cosa comporterà questo primo grave errore. Era più corretto, nonché onorevole, ritirare il recesso illegittimo, piuttosto che richiamarlo integralmente in questa delibera che lo supera del tutto (vedasi dipendenti, tempistiche, la novità del sostituto d’imposta prima non presente, ecc.). Voi richiamate integralmente una delibera sbagliata che dovete rifare, sacrificando linearità e coerenza amministrative a mascheramenti che vi e ci ridicolizzano;
2)        la delibera in esame richiama il nuovo art.7 dello Statuto dell’Unione, ma CANDIANA non ha voluto ratificarlo in consiglio, come invece hanno fatto gli altri comuni di CONSELVE, AGNA, BAGNOLI, TERRASSA P., BOVOLENTA! Prima si ratifica il nuovo Statuto e poi si delibera il nuovo recesso, come ha fatto BOVOLENTA, unico altro comune ad uscire dall’Unione. Sapendo di essere in errore anche qui, vi ridicolizzate nuovamente spiegando che il TUEL ha recentemente previsto che le modifiche statutarie sono approvate dal Consiglio dell’Unione, ma la “ratifica” è un’altra cosa e infatti gli altri Comuni lo hanno fatto! Così è ulteriormente dimostrato che anche sulle questioni di base l’Amministrazione BRAZZO è in contrapposizione con quegli stessi Comuni con cui dice di voler fare le convenzioni e che invece ci ritengono, giustamente, inaffidabili e problematici. Vi isolate sempre più, anche quando sono questioni di semplice coordinamento e non obblighi di legge: come farete le convenzioni se non andate d’accordo nemmeno sulla gestione di uno Statuto?
3)        La risposta ce la danno i successivi punti della delibera, dove viene evidenziato, oltre all’imbarazzante invito ad uscire di cui sopra, che ”il Consiglio dell’Unione, più volte sollecitato, non ha voluto prendere atto della volontà espressa dal Consiglio Comunale di Candiana” e che “nelle sedute del Consiglio dell’Unione del 2,3 e 4 febbraio 2015 la maggioranza dei consiglieri si è alzata nell’aula facendo mancare il numero legale” dove è lampante il livello di scontro politico a cui avete portato i rapporti con la maggioranza degli altri Amministratori del nostro territorio, nel momento stesso in cui cercavano di venirvi incontro con le modifiche statutarie per il recesso semplificato, che oggi approvate comunque ma da sconfitti ed isolati;
4)        Sempre l’art.7 dello Statuto dell’Unione, come riportato in delibera, prevede la perdita per il nostro Comune del diritto a riscuotere qualsiasi quota dei trasferimenti pubblici acquisiti, o anche solo maturati, e a qualsiasi diritto sul patrimonio e demanio dell'Unione costituito con il contributi percepiti dall'Unione con i propri soldi. Ecco perché abbiamo votato contro la semplificazione del recesso dall’Unione nel Consiglio dell’Unione del 02/02/2015 (ALLEGATO “D”).
5)        La delibera riporta in un passaggio “innumerevoli difficoltà organizzative e gestionali nella produzione dei servizi”, eppure il Sindaco BRAZZO ci rassicurava sul recesso in deroga, dicendo “facciamo le cose semplici, NOI!” , peccato che il Prefetto l’abbia definito un’operazione di notevole complessità amministrativa” evidenziando che “immaginare ‘scorciatoie’ potrebbe rivelarsi, a medio termine, controproducente” e che l’invito alla ponderazione sia stato colto dall’Amministrazione solo ora, dopo che per tre mesi ogni analogo invito è stato rifiutato a suon di figuracce. Le bugie, anche se ben caramellate, hanno le gambe corte e non conta quanto bravo sia il dispensatore perché, alla fine, si rivelano per quello che sono;
6)        Le disposizioni di questa delibera sono totalmente in contrasto con il recesso in deroga richiamato (anziché ritirato), soprattutto per le scadenze, la gestione dei dipendenti in “comando”, per le posizioni organizzative, per la novità del sostituto d’imposta, ecc. Quindi, altro che integralmente richiamata: la delibera del 18/12/2014 del recesso in deroga è integralmente in contrasto con questo atto e andrebbe ritirata per evitare problemi, specialmente rispetto alle problematiche previdenziali, agli obblighi assicurativi ed alle “pendenze contabili” che essa stessa richiama! Così è ancora più evidente la mancanza di visione e di idee dell’Amministrazione BRAZZO: le delibere non hanno alcun valore e vengono rimescolate con altre, in un collage caotico di atti amministrativi contraddittori la cui applicazione darà problemi e può causare ricorsi al TAR;
7)        A proposito di “pendenze contabili”, cioè i problemi economici legati all’uscita dall’Unione, la delibera richiama addirittura provvedimenti inesistenti! Infatti, si trova scritto di “funzioni trasferite nel secondo semestre 2014 e primo periodo 2015”: ma l’Amministrazione BRAZZO ha trasferito funzioni alla UNIONE, pur volendone uscire? Un richiamo inesistente sull’argomento più controverso del recesso è la riprova della inattendibilità delle delibere partorite da questa Amministrazione e di chi le approva. Ancora una volta, ci sono responsabilità ben definite per i ruoli che ognuno di noi si ritaglia con il voto di questa sera.
8)        Fa specie anche la votazione sulla immediata esecutività, dato che la delibera si basa sul nuovo Statuto dell’Unione, che nemmeno si è voluto ratificare, al contrario degli altri Comuni, e che diventerà esecutivo tra un mese (il11/04/2015)!
Questo insieme di evidenze dimostra come con questa delibera si peggiora ulteriormente la situazione a livello giuridico e di responsabilità: la contraddittorietà di questa delibera di recesso semplificato non è da meno del precedente recesso in deroga che qui viene richiamato “integralmente”, e con il quale presto è apertamente in contrasto, dato che non viene ritirata.

La riflessione finale non può che tornare sull’aspetto politico dell’uscita dall’Unione
NOI abbiamo sempre contestato l’uscita dall’Unione del Conselvano come un suicidio politico che comprometterà il futuro politico ed economico di questo Comune per gli anni a venire: su simili argomenti l’opposizione deve essere la più energica e motivata possibile, per i motivi già spiegati nella seduta del 18/12/2014 (ALLEGATO “A”).
Ma se una scelta politica sbagliata viene anche perseguita scorrettamente, l’opposizione non può che essere la più dura e la più altamente documentata.
Non a caso, i fatti ed il tempo ci hanno dimostrato che avevamo ragione!

L’Unione è la risposta alle prospettive di governo del nostro territorio e solamente tramite di essa i Comuni di questo territorio possono avere nuovi margini rispetto al patto di stabilità, possono accedere a finanziamenti regionali ed europei, dare più coerenza al lavoro dei dipendenti, fornire servizi con sportelli in tutto il territorio, fare fronte ai tagli imposti con i risparmi sui servizi.
Lo abbiamo spiegato e documentato in questo consiglio, quando siamo stati Amministrazione, da quando abbiamo aderito al progetto, a quando l’abbiamo fondata, a quando le abbiamo attribuito tutte le funzioni ed i dipendenti, secondo normativa ma anche con la profonda convinzione che il territorio del Conselvano può darsi unità!
Con l’uscita dall’Unione tutte queste prospettive, questi sforzi, i contributi ottenuti, gli investimenti su strutture e uffici, svaniscono precipitando il comune di CANDIANA nuovamente dentro al patto di stabilità ed alla gestione in solitaria delle risorse comunali.
Un destino di cui, oggi, ciascuno dei consiglieri presenti si rende responsabile.
Dopo sette mesi di malgoverno, di false rassicurazioni, di spregio alle regole, l’unico risultato è portarci fuori dall’Unione, in malo modo!
La sintesi del consigliere SCUDELLARO del primo anno di mandato BRAZZO è quanto mai pertinente: “rimane solo che noi abbiamo buttato nel cesso quasi un'anno di nostra amministrazione x tentare di non svendere il nostro paese e cercare di toglierlo da questa porcata di struttura in cui tu ci hai messo” [1].
Però, sta di fatto che La “porcata” dell’Unione non viene sciolta e va avanti, che solamente CANDIANA e BOVOLENTA ne escono, che gli altri Comuni non vi seguono e deliberano sempre in maniera diversa da voi ma coerente tra loro e che rimangono pochi mesi per rendere operative le convenzioni per le funzioni che in quasi due anni l’Unione stava ancora perfezionando a fatica, proprio secondo il vostro dire.
Di norma, è questa la situazione che potrebbe essere definita come una “porcata”, ma non essendone esperti, preferiamo usare un giudizio documentato e acclarato dai fatti, preparandoci al peggio e dichiarando VOTO CONTRARIO alla presente deliberazione.


[1] Intervento scritto del consigliere SCUDELLARO MIRCO su FACEBOOK – Comunità di Candiana – 3 Marzo 2015 ore 17:36 link: https://www.facebook.com/groups/candiana/permalink/10153285677216756/


Elezioni Comunali 25 Maggio 2014